Tosap: “no” all’esenzione Tosap per le Società in project financing

Corte di Cassazione, Ordinanza n. 16868 del 23 giugno 2025

Una Società ha ricevuto un avviso di accertamento per il pagamento della Tosap relativa all’anno 2005, in riferimento all’uso dell’area esterna di un complesso sportivo.

La somma richiesta era superiore a diecimila euro. La Società ha presentato ricorso, sostenendo che l’area era già compresa in una concessione stipulata con l’Ente Locale per la gestione del centro sportivo, che mancava il presupposto per applicare la tassa, e che comunque l’occupazione doveva considerarsi esente per via del progetto pubblico e della prevista devoluzione al Comune a fine concessione.

I Giudici tributari di primo e secondo grado hanno rigettato i ricorsi, ritenendo che l’area in questione fosse utilizzata esclusivamente a fini privati e fosse sottratta all’uso pubblico, visto che l’accesso era consentito solo a pagamento e il ricavato andava alla Società. Di conseguenza, la tassa era dovuta. La Società ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo tra l’altro che il Comune aveva successivamente comunicato l’intenzione di rinunciare alla pretesa. Tuttavia, i Giudici di legittimità hanno precisato che non c’è stata alcuna rinuncia formale, né un accordo definitivo che giustificasse la cessazione della controversia. Nel merito, la Suprema Corte ha confermato che il presupposto della Tosap si realizza quando una parte di suolo pubblico viene occupata in modo esclusivo e a fini economici, anche se vi è una concessione. Infatti, la tassa non dipende solo dalla sottrazione all’uso collettivo, ma anche dall’utilità privata che deriva dall’occupazione. È stato accertato che l’area era gestita come parcheggio riservato agli utenti del centro sportivo, con pagamento diretto alla società. Quindi, si trattava di un’attività d’impresa con scopo di lucro, soggetta alla tassa. I Giudici di legittimità hanno inoltre chiarito che l’esenzione prevista dalla legge per gli enti pubblici non può essere estesa alle Società private, nemmeno se operano in regime di project financing.

L’esenzione richiede che vi sia un uso immediatamente pubblico e una previsione contrattuale espressa di devoluzione gratuita delle strutture al Comune. Nel caso esaminato, l’area parcheggio non era qualificabile come impianto pubblico e non risultava alcuna previsione di devoluzione gratuita, ma solo un obbligo di restituzione a fine concessione. Anche le ulteriori eccezioni procedurali e probatorie sollevate dalla Società sono state ritenute infondate, perché la prova dell’effettiva occupazione e del vantaggio economico risultava chiaramente dagli atti. In conclusione, la Suprema Corte ha confermato che la tassa è dovuta, il ricorso è stato respinto e le spese del giudizio sono state poste a carico della Società.