Riscossione: cartella valida anche se tardiva, si applica la “proroga Covid” di 24 mesi

Corte di Cassazione, Ordinanza n. 5758 del 13 marzo 2026

La questione riguarda se una cartella di pagamento notificata oltre il termine ordinario sia valida oppure decaduta, in particolare se si possa applicare la proroga dei termini prevista durante il periodo emergenziale Covid. La Società sosteneva che la cartella fosse tardiva perché notificata dopo il termine di legge, mentre l’agente della riscossione affermava che il termine fosse stato prorogato di 24 mesi. I Giudici chiariscono che bisogna individuare quale norma si applica tra le diverse proroghe introdotte durante l’emergenza. Nel caso concreto, trattandosi di una cartella derivante da controlli automatici su dichiarazioni presentate nel 2017, non si applica la norma che riguarda le dichiarazioni del 2018, ma quella che prevede una proroga di 24 mesi se il ruolo è stato consegnato entro il 31 dicembre 2021. Poiché il ruolo era stato effettivamente consegnato in quel periodo, la proroga si applica e quindi il termine per notificare la cartella si allunga di due anni. Di conseguenza, la notifica avvenuta nel 2022 è considerata tempestiva e non tardiva. La Suprema Corte afferma quindi che non c’è decadenza e che la cartella è valida, rinviando la causa al Giudice di merito per esaminare le altre questioni rimaste aperte.