Corte di Cassazione, Ordinanza n. 24294 del 1° settembre 2025
Nella fattispecie in esame, la Suprema Corte chiarisce che la rendita catastale di un immobile può essere rivista anche quando il suo valore diminuisce a causa di fattori come il degrado, la vetustà o la perdita di servizi (ad esempio l’eliminazione della portineria). In questi casi è legittimo utilizzare la procedura Docfa prevista dal Dm. n. 701/1994, e non solo quando ci sono modifiche strutturali dell’immobile.
L’amministrazione finanziaria non può contestare in Cassazione la correttezza della procedura se non lo ha fatto nei precedenti gradi di giudizio, né può chiedere una nuova valutazione dei fatti, che spetta solo ai giudici di merito.
Inoltre, non vi è stata alcuna confusione tra le nozioni di “abitazione signorile” e “abitazione di lusso”, perché la motivazione dei Giudici regionali è stata ritenuta logica e adeguata.
In conclusione, i Giudici di legittimità confermano la decisione di merito che aveva attribuito all’immobile la categoria catastale A/2, classe 4, e rigetta il ricorso dell’amministrazione.

