Concessione di suolo pubblico: nessun silenzio-assenso, sanzione legittima

Consiglio di Stato, Sentenza n. 8190 del 22 ottobre 2025

La vicenda riguarda un’attività commerciale che aveva occupato una parte di suolo pubblico senza concessione.

La polizia locale aveva contestato due episodi di occupazione abusiva e il Comune aveva disposto la sospensione dell’attività per tre giorni, applicando il regolamento comunale che prevede questa sanzione quando l’abuso viene ripetuto.

L’interessata sosteneva che la mancanza della concessione non dipendeva da lei, ma dall’inerzia del Comune, che non aveva risposto alla sua domanda di concessione presentata mesi prima.

Per questo riteneva illegittima la sanzione, sostenendo che si fosse formato il silenzio-assenso.

Il Giudice amministrativo di primo grado aveva respinto il ricorso, affermando che per occupare il suolo pubblico serve un atto espresso e che non può mai formarsi il silenzio-assenso per ottenere una concessione su beni pubblici.

Aveva inoltre rilevato che l’istanza dell’interessata prevedeva l’uso di aree destinate a parcheggio, occupazione che era vietata dai regolamenti in vigore all’epoca della domanda.

In appello l’attività commerciale ha ribadito che il Comune era rimasto illegittimamente inerte e che quindi non avrebbe potuto contestare l’occupazione, sostenendo anche di aver rispettato le norme igienico-sanitarie tramite l’uso di una pedana.

I Giudici di appello respingono queste argomentazioni.

Affermano che il presupposto della sanzione era la constatazione oggettiva di una doppia occupazione senza titolo e che, anche se l’amministrazione non avesse risposto nei termini alla domanda, ciò non avrebbe creato alcun diritto a occupare il suolo pubblico, perché per questo tipo di autorizzazione la legge esclude il silenzio-assenso.

Inoltre, l’assenza del titolo non può essere giustificata da iniziative spontanee del privato, come modifiche provvisorie al suolo stradale per allestire una pedana.

In conclusione, il Giudice conferma che senza una concessione espressa non è possibile occupare suolo pubblico e che la mancata risposta del Comune non produce alcuna autorizzazione tacita.

Poiché l’interessata aveva occupato due volte lo spazio pubblico senza titolo, la sanzione è legittima e l’appello viene respinto.