La Circolare n. 1/DF del 22 maggio 2026
Con la Circolare n. 1/DF del 22 maggio 2026, il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze fornisce importanti chiarimenti in merito al Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria (cd. “Canone Unico”), alla luce della recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 12225 del 16 dicembre 2025, pubblicata il 1° maggio 2026.
La pronuncia della Suprema Corte segna un passaggio particolarmente rilevante per gli enti locali, affermando in modo definitivo che il Canone Unico possiede natura tributaria e che le controversie relative alla sua applicazione rientrano nella giurisdizione del giudice tributario.
Il cambio di orientamento
Fin dalla sua introduzione con la Legge n. 160/2019, il Canone Unico era stato generalmente considerato un’entrata di natura patrimoniale. Su tale impostazione si era basato anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che aveva escluso le relative deliberazioni regolamentari e tariffarie dagli obblighi di pubblicazione sul Portale del federalismo fiscale e sul sito del Dipartimento delle Finanze.
La sentenza delle Sezioni Unite supera tale orientamento, stabilendo che il Canone Unico presenta, in ogni caso, natura tributaria. Di conseguenza, il Ministero ha ritenuto necessario adeguare le proprie indicazioni operative e garantire uniformità di comportamento da parte di tutti gli enti locali.
Pubblicazione delle delibere: cosa cambia dal 2026
L’aspetto di maggiore interesse pratico riguarda la pubblicazione delle deliberazioni regolamentari e tariffarie relative al Canone Unico.
Secondo quanto chiarito dalla Circolare, a decorrere dall’anno d’imposta 2026 tali deliberazioni dovranno essere trasmesse al MEF tramite il Portale del federalismo fiscale e successivamente pubblicate sul sito internet del Dipartimento delle Finanze, secondo le stesse regole previste per gli altri tributi locali.
Per i Comuni, la pubblicazione assume carattere essenziale, poiché costituisce condizione di efficacia delle deliberazioni e della loro applicabilità per l’anno di riferimento.
Le scadenze da rispettare
La Circolare richiama il quadro normativo vigente in materia di approvazione e trasmissione degli atti tributari locali.
Per l’anno 2026:
- il termine per l’adozione delle deliberazioni regolamentari e tariffarie era fissato al 28 febbraio 2026;
- le deliberazioni già adottate devono essere trasmesse al MEF entro il termine perentorio del 14 ottobre 2026;
- il Ministero provvederà alla pubblicazione entro il 28 ottobre 2026.
Poiché la sentenza della Cassazione è intervenuta successivamente alla scadenza del termine per l’adozione degli atti, il Ministero precisa che non è più possibile approvare nuove deliberazioni relative al Canone Unico per l’anno 2026.
Cosa devono fare gli enti che non hanno adottato nuove delibere nel 2026
Particolarmente importante è il chiarimento fornito per gli enti che non hanno approvato nuove deliberazioni nel corso del 2026.
In tali casi, trova applicazione il principio di ultrattività degli atti amministrativi: il Comune dovrà trasmettere l’ultima deliberazione vigente alla data del 1° maggio 2026.
Ad esempio, se l’ente ha istituito il Canone Unico nel 2021 e successivamente ha approvato una nuova disciplina nel 2024, ancora vigente nel 2026, dovrà essere trasmessa esclusivamente la deliberazione del 2024.
Impatti operativi per Comuni e concessionari
Le indicazioni contenute nella Circolare impongono agli enti locali una verifica immediata della propria situazione regolamentare e tariffaria.
Sarà necessario:
- verificare l’esistenza di deliberazioni vigenti in materia di Canone Unico;
- assicurare la corretta trasmissione degli atti attraverso il Portale del federalismo fiscale;
- monitorare l’avvenuta pubblicazione sul sito del Dipartimento delle Finanze;
- adeguare le procedure interne e i rapporti con eventuali concessionari della riscossione.
La qualificazione tributaria del Canone Unico potrebbe inoltre produrre ulteriori effetti sul piano procedurale e contenzioso, consolidando il ruolo della giurisdizione tributaria nelle controversie tra enti impositori e contribuenti.
Conclusioni
La Circolare n. 1/DF del 2026 recepisce integralmente il principio affermato dalle Sezioni Unite della Cassazione e determina un importante cambio di prospettiva nella gestione del Canone Unico.
Per gli enti locali si apre una nuova fase caratterizzata dall’applicazione delle regole proprie dei tributi locali, con particolare attenzione agli adempimenti di pubblicazione e ai relativi termini. Un passaggio che richiederà un tempestivo adeguamento organizzativo, soprattutto in vista delle scadenze previste per il 2026.

