Consiglio di Stato, Sentenza n. 7288 dell’11 settembre 2025
La questione oggetto della controversia riguardava la legittimità dell’autorizzazione comunale che permetteva a un esercizio commerciale di occupare in modo permanente un’area esterna, considerata dal ricorrente come proprietà privata esclusiva. Secondo quest’ultimo, il Comune aveva rilasciato il provvedimento partendo dal presupposto errato che si trattasse di spazio soggetto a uso pubblico. Inoltre, sosteneva che, anche se fosse esistita una servitù di uso pubblico, questa non avrebbe consentito all’Ente Locale di concedere l’uso esclusivo dell’area a un altro privato. Contestava anche la durata e la tipologia della struttura autorizzata. I Giudici hanno accertato che l’area, pur privata in origine, era stata utilizzata per decenni da una collettività indistinta di persone come spazio di passaggio e fruizione, senza opposizioni o limitazioni del proprietario. Tale uso continuativo, insieme agli interventi di manutenzione e sistemazione realizzati dal Comune nel corso degli anni, è stato ritenuto prova dell’esistenza di una servitù di uso pubblico acquisita nel tempo. In presenza di tale servitù, l’ente locale è legittimato a regolamentare l’utilizzo dell’area, anche rilasciando autorizzazioni a soggetti privati, purché ciò non impedisca l’accesso o la fruizione collettiva. I Giudici hanno inoltre osservato che non era stato dimostrato alcun pregiudizio effettivo all’uso pubblico dello spazio o all’attività commerciale del ricorrente. Sulla base di queste considerazioni, il Consiglio di Stato ha ritenuto legittima l’autorizzazione rilasciata dal Comune e ha respinto l’appello, confermando la decisione del Tribunale amministrativo.

